eccoci di nuovo. stessa sensazione. stesso fastidio. stessi pensieri. il nulla che incombe. sonniferi. anestesia. non voglio sentire nulla per un po'. ma questa volta vorrei che fosse una reale insensibilità. quella già provata lo era semplicemente in superficie. ora non basta. mi accorgo dalle piccole cose che sto perdendo il contatto con il mondo, con quello che prima mi piaceva e ora mi è quasi indifferente. ho bisogno di un livello sempre maggiore per arrivare al minimo del piacere passato. non mi attirano più le cose di prima. if I could start again. a million miles away. come mia abitudine fuggo. vorrei scappare anche adesso. il distacco. forse non lascio che l'istinto prevalga perchè sento la speranza ancora viva. non faccio che pensare a quel fiume così freddo e vicino alle dita.
voglio trovare la forza per lasciarmi tutto alle spalle. per sopportare meglio.
perchè continuo a dire a me stessa che gli assomigli? sconforto. e delusione.
perchè continuo a pensare che sia uno sbaglio? ma non riesco ad allontanarmi come vorrei. non riesco a tagliare con te. non riesco davvero ad allontanarmi come la mia paura mi porta a pensare che sarebbe meglio. sconforto. e delusione.
mettendo in ordine credevo di aver trovato quella scatola. mi sbagliavo. ma il pensiero è arrivato a te. e mi sento cattiva. ancora. mi sento in colpa. ancora. mi sento trascurata e imprigionata. ancora. al solo pensiero. ma mi sento anche molto meglio ora. per fortuna. per fortuna sto meglio senza te.
una panchina. il sole. e una sigaretta tra le dita. quante persone nello stesso posto. sul mare, qui, come me. avrei voluto vedere il sole tramontare nel silenzio. cammino lentamente per uccidere il tempo con meno sforzo. occupare il tempo, come al solito. il problema è che occupare il cervello è estremamente più difficile soprattutto per il fatto che la distrazione vince sempre.
è come se percepissi che ora non c'è più niente che abbia importanza. mi sento nuovamente legata al mondo esterno da un'unica fune visibile, dalla mia parte più resistente, dall'altro capo molto sottile e fragile. tu la romperai prima di me. è come se già immaginassi il domani. ma ora, in questo preciso istante nulla nulla nulla conta. perfetto. è tutto perfettamente senza importanza. vorrei che tutto finisse. perchè mi sto accorgendo che ormai non è il malessere ad interrompere il benessere, ma il contrario. la normalità è il male. picchiettato da qualche ora casuale di sorriso. sto perdendo la speranza. un'unica cosa ora è tutto per me. un'unica cosa. ma non vice versa. mi ritrovo sempre a non avere quello che desidero. mi ritrovo sempre a desiderare e basta. un continuo ed infinito desiderio che non muore mai nella realtà, ma che svanisce accidentalmente nello sconforto per poi rinascere. sono parole patetiche. io non so più cosa fare. vorrei andarmene, ma non servirebbe. e allora cosa serve? il confronto con il mondo esterno mi fa stare male, non voglio più sapere nulla. il confronto con l'altro capo della fune mi fa stare male. esclusione. non mi resta che starmene qui a guardare il sole tramontare insieme alla mia vita.
musica. ho bisogno di musica. come funziona il mio cervello? si ostina ad ascoltare ciò che mi fa più male. perfetto. scorro i brani. e scelgo quello che mi porta a vivere questo momento di ansia fino in fondo. pensiero dopo pensiero attendo di arrivare al culmine. come al solito vorrei solo dormire per non sentire i minuti che trascorrono lenti ed anonimi. e vedo te, io e te, niente conta in fondo. questa nausea va e viene. ma non mi lascia in pace. ieri. e stasera di nuovo. e brucia, brucia con me l'aria. più ci penso più capisco che sto commettendo lo stesso errore. mi sto isolando con una sola persona. mi odio così tanto. volevo avere degli amici miei, che fossero diversi e lontani dai suoi amici. ce l'ho fatta finalmente. ma finisco sempre per avere un rapporto più stretto con una sola persona. senza niente intorno. l'indipendenza di cui parlo tanto non arriverà mai. sono sempre nello stesso posto, nello stesso errore. nella stessa solitudine. nella timidezza che mi porta a chiudermi in una stanza che odio. qui le cose sfuggono e non mi spiego perché. forse penso troppo al futuro, alla fine, a quello che potrebbe accadere. ma non posso stare male per questo motivo ancora una volta. non di nuovo. tra le mille cose che mi schiacciano non questa un'altra volta. questo non è reale. sono sempre i soliti pensieri che mi girano in testa. la paura di non avere una mia vita è costante. dovrei davvero trovarmi dei passatempi. qualcosa che mi porti fuori casa. che mi faccia conoscere persone. che mi leghi a realtà diverse. se la mia pelle è in fumo, la tua soffoca. ho così poche esperienze. sento così tanto vuoto dentro e fuori. che tristezza. la psicoanalisi non funziona più come io vorrei. e questa ansia che mi tormenta deve finire. cerco affetto temporaneo. cerco affetto al di fuori delle solite persone perchè distinguo le due cose: amore e amicizia. non può essere ancora una volta la stessa cosa. l'amore tra le amicizie. mi abbandono allora al raro affetto che trovo casualmente. ma non funziona nemmeno così. troppo raro e troppo deludente. ma almeno è temporaneo e non sconvolge la mia vita di tutti giorni. a mente lucida non resta in mente. in mente. nel niente, nel niente. sono così sfortunata in amore. è per questo che evito ogni contatto la maggiorparte delle volte. ci sono cose che pesano, pesano, pesano. ci sono cose che schiacciano. cosa ha veramente importanza? lo specchio è sempre lo stesso che mi riflette e rimanda quell'immagine che io non riconosco più, ma che forse non ho mai riconosciuto. tendo ad analizzare tutto. ogni difetto. ricorrenti. sempre troppi. qui non c’è più calma, settembre ci porterà via con sè. ripenso troppo spesso a quel fiume. a quanto avrei molto frettolosamente voluto entrarci dentro per sempre. affondo in nora. io sprofondo e spengo il cervello, almeno per ora.
verità distante e ignota. una parola senza fine che sfocia nell'immaginazione. senza voce. ma solo attimi di gioia profonda. non riconosco queste dita che tanto mi mancavano. non posso spegnermi nella notte perchè le note che ci hanno accompagnati iniziano a suonare insistentemente e io sto male. cos'ho in mano? una vita che fugge e che non conosco. della musica che mi porta a ricordi. ricordi belli, ma che rappresentano l'errore che tanto mi spaventa. mi spaventa così tanto perchè odio sentire il bisogno di una persona. ma ora è così. che ci posso fare? le fantasie continuano.
ho la nausea. di tutto. lo sapevo. sapevo che sarebbe andata così. e ho la nausea perchè cerco sempre nella persona sbagliata. nella persona che non mi sa dare quello che voglio. qualunque sia la persona è sempre quella sbagliata per il momento in cui mi trovo. non ricevo nulla. nulla di ciò che vorrei. m a i. e direi che è alquanto triste.
ho paura del giorno in cui mi accorgerò che ti stai allontanando. che tutto sta smettendo di esistere. ho paura che ciò che abbiamo condiviso e creato negli ultimi sei mesi muoia in un istante. l'amicizia è una cosa. quello che va oltre è diverso ed è più breve e problematico. questa è la mia ossessione. è per questo che sparisco. è per questo che vorrei allontanarmi io adesso. per non vedere morire tutto a rallentatore, ma essere io a fare la mossa finale. è stupido e da codardi, me ne rendo conto.
odio affezionarmi alle persone. odio quando il sentimento dell'amicizia si trasforma in qualcosa che va oltre. anche meno dell'amore. ma sempre più della semplice amicizia. esistono amicizie irripetibili. e mi fanno paura. perchè io penso sempre alla fine. penso a quando tutto inizia a svanire. le parole diventano poche e frettolose. nuovi arrivi. nuovi interessi e tutto finisce. io non lo sopporterei. e quando succederà spero di essere più forte. ma vivere queste amicizie regala attimi di felicità e dovrei riuscire ad apprezzarli fino in fondo senza pensare alla fine.
quando niente ha importanza, quando vorrei che il tempo non esistesse per non accorgermi di quanto scorra o troppo lento o troppo veloce, non metto nemmeno la sveglia perchè tanto non me ne frega nulla e se dormo di più del dovuto molto meglio. sleep till late to waste half the day. esatto. almeno perdo metà giornata senza accorgermene invece di perdere tempo incolpandomi del nulla che mi trovo dentro. e domani sarà una giornata tutta uguale. il mal di testa va e viene. il sonno si allontana. ci sono parole che riempiono il cuore di gioia. I never dreamed that I'd meet somebody like you. ancora una volta il mio pensiero va ad un unico gesto che mi manca e che vorrei ricevere in questo momento. in queste ore. in questi giorni così pesantemente tristi.
l'acqua del fiume è così limpida sotto le nuvole. l'acqua del fiume scorre velocemente mentre il vento ne increspa la superficie. l'acqua del fiume si illumina sotto i lampi incalzanti. l'acqua del fiume non riflette ancora la luna. ci sono alberi a nascondermi. il resto non mi appartiene. io non appartengo a quelle panchine. erba. sassi. l'acqua del fiume è fredda sulle dita. è attraente. se una folata di vento mi facesse cadere mi lascerei trasportare lungo il fondale ad occhi aperti per non perdere un istante delle nuvole azzurro - grigio che mi sovrastano.
avrei sinceramente lasciato che la corrente mi trasportasse via in quel momento. ci ho seriamente pensato. l'acqua era così bella ed io così stanca che le avrei permesso di portarmi via.
rincorro l'amore nelle persone sbagliate, rifiuto l'amore da chi saprebbe realmente donarmelo. accetto attimi di finto amore per sentirmi meno sola. li accetto da persone che non contano nulla per me. raccolgo ogni istante di questo finto amore senza illudermi. non vado più in là, non vado oltre il limite che mi sono prefissata per paura. la paura che tutto si ripeta. voglio libertà, una MIA libertà. una mia vita. delle mie amicizie. che non svaniscano per colpa dell'amore. ma un amore sincero e ricambiato mi manca. mi mancano le piccole cose dell'amore. la paura è ancora troppa così mi rifugio casualmente e raramente tra le braccia sbagliate.
nobody loves no one.
mi fa più male stare in mezzo alla gente rendendomi conto di non esserne in grado che stare da sola. non riesco. il contatto con il mondo abbassa la percezione dell'allegria. il mondo da una tenda è ovattato. voci lontane ed indistinte. la luce va e viene. i minuti sono infiniti. vorrei dormire per sempre. per sempre fino al giorno che aspetto da sempre.
non esisto se non quando riflessa nel pensiero altrui.
sento la pesantezza mentale. cerco una soluzione, ne trovo una sola. cerco la distrazione. nessun gusto. la meta è la distrazione. e arriva. she's lost control. ho perso il controllo perchè sto così male da non essere più capace a contenere le parole. e allora parlo e faccio la mia prima cazzata. parlo. e nell'istante in cui lo dico capisco molte cose: il piacere confessato è finito perchè è infinitamente più importante il dolore che provo. me ne vado. sì, me ne vado. mi devo allontanare per non piangere davanti a tutti.
il tempo scorre infinito. muore. io muoio di lacrime nel silenzio.
il sole. l'acqua sulla pelle. l'aria fresca. fantastico. e poi tutto finisce. sdraiata con un unico pensiero. un'unica speranza che non si realizza. sono piena esclusivamente di sensazioni negative. invidia e gelosia. non so quale sia il problema. non so cosa mi faccia stare di merda. non riesco a smettere di piangere. non so cosa fare per far finire questo schifo.
and I never dreamed that I'd lose somebody like you.
ora sono a casa da sola con il sole che batte sulla mia finestra. una sola canzone ad accompagnarmi in queste ore di niente durante le quali capisco che venerdì non ci andrò. capisco che vorrei solo una persona qui con me. capisco che vorrei non aver bisogno di niente. vorrei non sentire il bisogno di averlo accanto. vorrei essere indipendente in ogni senso. vorrei smetterla di odiarmi così tanto. vorrei accettarmi per riuscire ad avere un rapporto migliore con le persone. senza invidia. senza sentire tutte queste mancanze senza nome che non mi lasciano respirare.
ma lascio che ogni cosa mi opprima. lascio che queste ore passino insensate. lascio che il mio dolore mi schiacci fino in fondo.
di quante cose non mi sono resa conto. quante cose sono passate inosservate sotto ai miei occhi. tra le mie dita. ma io sono cieca. non mi accorgo di quello che è più evidente. rileggo parole. frasi. pezzi di conversazioni che mi piace ricordare per ritrovare emozioni e istanti di vita. e vorrei ricominciare tutto dall'inizio per riprovare ogni cosa. per rivivere ogni momento più a fondo. il lento formarsi di un'amicizia. sempre più profonda. ho conosciuto tante nuove persone. ho provato nuove sensazioni. e non potrei essere più felice per questo. neanche adesso me ne rendo conto. non mi rendo conto facilmente di quanto la mia vita sia migliorata. di quanto la mia vita sia meno vuota e più colorata. ci sono momenti in cui i flash del passato piombano sui miei occhi. frasi che volevo dimenticare. ma anche serate felici. vivere ogni istante. queste conversazioni mi fanno piangere. sembrano un tempo vicino, ma lontano contemporaneamente. quante cose sono successe. confusione. non so cosa cerco. ma cerco qualcosa. senza dubbio.
sviluppare il controllo sulle azioni è un problema difficile da superare. il controllo sui pensieri è impossibile. essere un robot per programmare i doveri eseguendoli al meglio senza perdite di tempo.
niente di tutto ciò.
essere controllata per andare fino in fondo. per non ridurmi ogni volta così.
i sensi di colpa mi violentano.
e penso a tutt'altro. penso in ogni istante ad altro.